Storie di vita vissuta dalle pagine di un Diario di un Occultista Posts

Il tutto non sempre inizia leggendo un manuale o cercando in internet. Specialmente negli anni 70/80!


«Nonno, perché mi stai insegnando queste cose?» La voce, allora di tredicenne, non tremava, ne aveva un tono sfacciato: era davvero solo curiosità la mia. «In realtà, nipote, non ti sto insegnando nulla che tu già non sappia: ti aiuto solo a ricordare.»

Questa conversazione, pur essendo passati ormai tanti anni, mi torna spesso in mente: non riuscivo a capire, allora, il senso di memoria trasmessa. Un concetto che mi divenne più chiaro, in la, con gli anni.

Tomba di Famiglia


A volte i sogni non sono solo sogni, ma si deve arrivare a capirlo per tempo.


Successe poco prima dell’anniversario della morte della nonna materna. Il letto era appoggiato al muro per cui girandomi verso destra mi trovavo il muro di fronte, nulla di che, ma ci volle un po’ ad abituarmici dopo l’arrivo in Italia; dove vivevo prima avevo una camera tutta mia con il letto classicamente con la testata appoggiata ad un muro, alla destra la finestra ed alla sinistra il lato con la libreria ed una piccola scrivania. Di fronte avevo il muro con la porta che dava l’accesso alla stanza.

ChiesaDiroccata1


Spesso, appena fuori dalle nostre città, ci sono posti interessanti da visitare: incantati o stregati che importanza ha? Ci attirano comunque.


Era novembre inoltrato, un novembre di quegli anni in cui, ancora, la nebbia poteva essere definita tale, ossia talmente fitta che se guardavi a terra vedevi si e no le tue ginocchia.

Quel tipo di giornate mi avevano sempre fatto sentire bene: non ho mai capito la gente che si trova a disagio nella nebbia, al di la del senso di protezione che mi da, percepire le persone, più che sentirle o vederle fisicamente, mi ha sempre dato il vantaggio di capire subito con chi avevo a che fare. Solo che questa pareva essere una caratteristica tutta mia.

Nuraghe_Losa


Disquisendo sulle code… sarde !!


Fu proprio in una di quelle serate, cosiddette mondane, in realtà una sera del fine settimana, in cui ci si trovava con tutta la compagnia, che conobbi Mirko. Si era aggregato al nostro solito gruppo, in quanto cugino di uno degli abituali presenti: il Thomas; Mirco era in vacanza qui in città ed ovviamente il cugino se l’era portato dietro.

Mia era e mia deve tornare: qunado una reliquia può essere il pegno di un contratto.


Ora di cena: siamo seduti uno di fronte all’altro pronti ad affondare le forchette nei piatto colmo di pasta alla carbonara, fatta con il guanciale portato da un amico della zona di Amatrice!

Ci auguriamo buon appetito, carichiamo una dose abbondanti di spaghetti sulla forchetta ormai quasi alla bocca ed entrambi ci blocchiamo. È chiaro che entrambi ci stiamo domandando se l’altro ha visto quello che abbiamo visto, ma nessuno dei due sembra voler correre il rischio di essere presi per matti.

 


Sentii chiamare il mio cognome a voce alta. Stavo rientrando dalla mensa, ed ero quasi arrivato all’ingresso che portava su, al mio ufficio. 

Mi domandai chi mi stesse cercando con tanta ansia da strillare il mio cognome in mezzo alla strada. Era uno degli addetti all’ingresso: un omone con il quale, se non lo conoscevi, non ti saresti mai permesso di prenderti nessuna libertà di certo. 

Una immagine medioevale del demone Aamon


Era un pomeriggio uggioso di novembre, seduto sul divano con una coperta sulle gambe, stavo leggendo un romanzo di fantasia. Ero in uno di quei periodi, che io classifico di lettura piena. Sono sempre stato così per la lettura, quella generica, chiaramente volumi o tomi per il lavoro li leggevo sempre tutti e subito studiandoli a fondo. Mentre per la lettura tradizionale andavo a periodi: in alcuni non riuscivo a prendere un libro in mano ed a finire la prima pagina, in altri periodi, invece, divoravo romanzi da 4/600 pagine in una sola sessione, anche se comportava iniziare al mattino e terminare alle 4 del mattino. 

Ma altro si aggira dopo il tramonto nelle nostre città.

Un gargoyle, sopra La cattedrale di Notre-Dame di Parigi, che osserva un tramonto sulla città

by Pedro Lastra on Unsplash


Stavo cenando e, distrattamente, ascoltavo le notizie del telegiornale locale quando qualcosa attirò la mia attenzione: «Altro caso di giovane trovato in forte stato confusionale nella periferia della città.» Il servizio riportava che, come nei casi precedenti, il ragazzo non sapeva spiegare cosa gli fosse accaduto. Fatti gli esami del caso, le forze dell’ordine avevano escluso che il ragazzo fosse sotto l’effetto di qualsiasi tipo di droga o psicofarmaco. Infine i medici, come nei casi precedenti, non riuscivano a spiegare l’amnesia che coinvolgeva i ricordi degli ultimi 2/3 giorni.

Ogni cinque anni il Consiglio dei Cinque si riunisce con tutti gli stregoni D’Europa

Photo by Heather Shevlin on Unsplash


Si avvicinava marzo, ma nonostante il mese, già quasi primaverile, un’aria fredda sferzava il viso mentre, con passo lento, mi avviavo verso l’albergo presso il quale eravamo, quasi tutti, alloggiati. Quest’anno, il ritrovo quinquennale degli operatori dell’occulto europeo, si teneva a Skarsvåg, in onore del, di poco dipartito, maestro locale. Almeno mi consolava il fatto che non che non avrei sofferto il caldo e l’afa di luglio del precedente raduno, che si era svolto in luglio vicino alle spiagge dell’Agrigentino: bellissima la valle dei templi, che comunque conoscevo già, ma davvero: io sono un nordico di sangue ed il caldo e l’afa sono miei mortali nemici! Per fortuna qui a Skarsvåg il problema non si presentava, almeno per me, mentre molti altri colleghi se ne lamentavano parecchio del freddo quasi polare.. Come ero dispiaciuto al ricordo che nessuno si preoccupasse della mia di sofferenza quando ci fu l’ultimo raduno!!

Chiacchieravo con l’autista, mentre il pesante mezzo militare traballava sulle strade, si faceva per dire strade visto come erano conciate, lasciando la E-852 per allungare verso Struga e fare un pezzo di strada costeggiando il lago di Ohrid. Il capo aveva deciso questa deviazione per poter pranzare con del pesce locale, che a detta di suoi colleghi, già passati in questa zona, era sempre freschissimo e sempre disponibile. Chiaramente la colonna non poteva fermarsi in città, a Struga, per cui proseguimmo lungo il fianco orientale del lago scendendo per la R1208. Gli autisti chiaramente non stavano gradendo il cambio di percorso: la strada assegnata in via ufficiale, essendo in gestione alle forze armate della coalizione, erano abbastanza ben tenute, mentre quella su cui ci stavamo spostando era poco più di una carrettiera, e gli autisti pregavano tutti i santi, di cui conoscevano il nome, nella speranza di avere la grazia di non incrociare un altro carro in contro mano, perché in quel caso la cose si sarebbero messe piuttosto male.